Condannato perché ama la Francia

Il 10 aprile 2014 è stato un giorno da non dimenticare. Nell’arco di una giornata, un pensatore fine e controverso come Alain Finkielkraut è stato eletto Immortale di Francia, nonostante l’ostilità dell’ala sinistra dell’Académie verso le sue posizioni sull’islam e sulla crisi dell’identità francese; intanto, a pochi passi dalla prestigiosa istituzione, lo scrittore e intellettuale libertario Renaud Camus veniva condannato per istigazione all’odio contro i musulmani dalla diciassettesima camera del Tribunale correzionale di Parigi.
16 APR 14
Ultimo aggiornamento: 02:47 | 19 AGO 20
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Il 10 aprile 2014 è stato un giorno da non dimenticare. Nell’arco di una giornata, un pensatore fine e controverso come Alain Finkielkraut è stato eletto Immortale di Francia, nonostante l’ostilità dell’ala sinistra dell’Académie verso le sue posizioni sull’islam e sulla crisi dell’identità francese; intanto, a pochi passi dalla prestigiosa istituzione, lo scrittore e intellettuale libertario Renaud Camus veniva condannato per istigazione all’odio contro i musulmani dalla diciassettesima camera del Tribunale correzionale di Parigi. Motivo: un discorso pronunciato il 18 dicembre 2010, nel quale aveva “osato” esporre le sue tesi sul “Grand Remplacement”, sulla grande sostituzione [**Video_box_2**]del popolo francese e sul totalitarismo soffice dell’islam. Drôle de France, ma di strano in fondo c’è poco. Nella Francia di oggi, i laicisti del governo decidono di scardinare brutalmente la tradizione, imponendo l’introduzione di giornate secolariste al posto di festività cattoliche, e di finanziare coi soldi dei contribuenti associazioni come Act Up-Paris, celebre per i numerosi atti di vandalismo dei suoi attivisti contro i luoghi simbolo della chiesa cattolica, senza che nessuna anima candida della gauche s’indigni.
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